Il copywriter e il comico

di 7 marzo 2017copywriting
Il copywriter e il comico

Quando scrivere è un po’ come far ridere.

Utilizzerò le parole (anzi, la parabola) di Jeremy Balmore per rendere chiaro una volta per tutte come funziona la pubblicità.

Tutto nasce dalla mente di quella figura mitologica chiamata copywriter. Prima però voglio parlare di un’altra figura mitologica: il comico. Cosa c’entra? Ora lo capirete.

Il comico, quando sale sul palco, deve far ridere, altrimenti nessuno comprerà più il biglietto per il suo spettacolo. Per farlo di certo non dice “io sono divertente”, ma penserà e scriverà uno sketch il cui effetto, se ben fatto, sarà far ridere il pubblico.

Allo stesso modo, un’impresa che produce salsa di pomodoro, non convincerà il proprio target che la sua salsa è buona dicendo “la mia salsa è buona”, ma racconterà una storia e si presenterà in un modo strategico e creativo tale da far capire al pubblico, in autonomia, che la sua salsa è buona sul serio.

Sembra banale, eppure non lo è. Lo dimostra il fatto che la nostra televisione è invasa da spot di prodotti alimentari (anche di brand molto noti) in cui si vedono testimonial che assaggiano il prodotto dicendo “mmm che buono”, oppure “gnam gnam”.

Le persone non sono idiote, non gli piace essere trattate come tali e non gli piace che gli vengano imboccate nozioni da altri. “Gnam gnam” funzionava 50 anni fa quando la pubblicità era agli albori, e quando le persone guardavano alla TV come ad un guru. Oggi siamo bombardati da aziende e influencer che vogliono venderci oggetti a tutti i costi, siamo scettici, e nella maggior parte dei casi non crediamo ai benefit che i prodotti ci promettono.

Così come posso dire “gnam gnam” io, lo può dire il mio concorrente.

Davvero voglio spendere risorse e soldi in spazi pubblicitari per comunicare questo? È follia. Così come sarebbe folle un comico che sale sul palco dichiarando “Io faccio ridere”.

Sono le narrazioni ad appassionare le persone. Come dicono tutti i libri di psicologia dei consumi, compriamo prima il brand, poi il prodotto.
Non siete convinti? Cominciate a seguire la pagina Facebook di Ceres (la birra). È lontana anni luce da Banderas che parla a una gallina, non trovate?

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